Sound walker fino al punto di non-ritorno
- ladonnaelettrica
- 27 apr 2021
- Tempo di lettura: 8 min
Claudia Ferretti Isonde racconta col suono
dal cosmo al cambiamento climatico

Nasce come cantante, musicista e songwriter, col suo progetto Claudia Is On The Sofa, esplora la narrazione attraverso la parola e la musica, pubblica due album e svolge concerti in tutta Italia e in Europa, si dedica alla sperimentazione sonora e alle sound-walk, collabora con artisti di altri ambiti e crea opere incisive e visionarie: sto parlando di Claudia Ferretti Isonde, la nuova ospite de ladonnaelettricablog. Ho conosciuto Claudia virtualmente durante il periodo del confinamento del 2020 grazie alla sua partecipazione ad un progetto da me lanciato, e vista la qualità dei suoi interventi ho compreso ben presto di essere alle prese con un'artista passionale e profonda. Da quel momento ho iniziato a seguirla con molto interesse. Claudia ha esposto a N.Y.C. con la sua opera "Point of no return" ed è statala vincitrice del contest IL SUONO DEL FARE con la sua composizione sonora "Scolpire il Suono", si è occupata di sonificazione di dati astrofisici con l'opera SoniCosmos accolta alla 23° Conference Human-Computer Interaction 2021. Oggi sono molto lieta di presentarla e di rivolgerle qualche domanda per conoscere meglio questa affascinante sperimentatrice sonora.
Ciao Claudia e benvenuta su ladonnaelettricablog!
Sono curiosa di capire quando ti sei accorta che il mondo dei suoni sarebbe potuto essere un mezzo di espressione di grande importanza per te e perché?
Grazie, ladonnaelettricablog!
Sono proprio la passione per il canto e la ricerca del suono della voce naturale ad avermi portata all’ascolto dei suoni dentro e fuori me.
Il suono della mia voce innanzi tutto, delle sue possibilità di timbro e modulazione, delle possibilità che l’aria e il respiro offrono al suono e alla ricchezza armonica, dei luoghi dentro me in cui fare risuonare la voce per ascoltare le sue sfumature.
Ritmo e voce sono d’altronde i mezzi primari dell’uomo per esplorare la possibilità di inserirsi nel paesaggio sonoro che lo circonda. Il passo verso la scoperta del suono, verso le sue forme, il suo fluire e disporsi nel tempo e nello spazio, verso la ricerca di ciò che racconta e verso l’esplorazione dei paesaggi sonori, è stato quindi breve.
Ho indossato le cuffie e munita di registratore portatile sono andata a raccogliere i suoni del mondo per poi creare con essi pere di Sound art…una strada senza ritorno!

Ho sempre il mio registratore con me. Catturo tracce sonore che poi rielaboro con una Digital Audio Workstation, per poi combinarle e modularle. Le utilizzo come suoni concreti, vi compongo delle musiche o degli ambienti sonori che poi utilizzo per dar vita a installazioni, colonne sonore, opere on line o “dal vero” per fiere, mostre ed eventi.
Contemporaneamente ho intrapreso un percorso di studio e applicazione dell’analisi sensoriale (lo studio della percezione) a trecentosessanta gradi, conoscendo così la psicofisiologia dei sensi, il suo funzionamento e soprattutto la sua interpretazione.
Unendo i puntini della mia vita e delle discipline, ora capisco che tutto si muoveva per farmi scoprire cosa racconti il suono e cosa possiamo raccontare attraverso esso. Una ricerca appassionante che mi ha dato la possibilità di incontrare artisti (musicisti, animatori, scultori, pittori, attori e registi) ed enti, teatri e musei. Amo infatti dare vita a collaborazioni con artisti, enti e realtà che desiderano dare voce alle proprie opere, ai propri luoghi, alla propria storia. Insieme al bravissimo musicista ed amico Alessandro Pedretti, per esempio, ho sonorizzato l’installazione dell’artista Stefano Ogliari Badessi a Orticolario Como.
Profondamente convinta di quanto il suono possa migliorare effettivamente la nostra vita nella quotidianità e della sua potenza ispiratrice e narrativa ho dato vita a corsi che, a partire dalla psicofisiologia, approfondiscono l’arte del sound story telling: Cosa racconta il suono? Come il suono può ispirare la nostra creatività? Un percorso per imparare ad ascoltare il mondo e i suoni attorno a noi, riconoscerne i segnali, isolarli, distinguerli, capirli, scoprirne le armonie e comprendere cosa ci raccontano e come sviluppare una narrazione a partire dalla percezione sonora.

Quali sono i messaggi più urgenti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?
Esploro e creo paesaggi sonori per raccontare il mondo attraverso il suono.
Stimolo all’ascolto me stessa e le persone che svolgono percorsi insieme a me perché sono profondamente convinta che sviluppare l'attenzione verso la percezione amplifichi le possibilità di incontrare la bellezza del mondo e quindi riconoscerla, diffonderla e tutelarla.
IN OGNI MIA OPERA VOGLIO TRASMETTERE LA PASSIONE PER L'ASCOLTO E LA CURA DELLA BELLEZZA DEL MONDO.
Il suono parla e racconta storie, emozioni e prospettive. Nelle mie opere amo offrire chiavi di lettura aperte a tutti e che evidenzino la bellezza e che facciano riconoscere ciò che invece non è parte di noi, per poter mutare quindi e cambiare l’ambiente in cui viviamo in modo che sia più vicino alla nostra idea di bellezza.
Io credo fermamente anche nel potere della melodia, nella sua forza comunicativa ed evocativa, capace di arrivare dritta alle persone, quindi amo che ciò che compongo abbia anche una veste musicale, che sia accessibile: l’arte deve parlare.
Anche i contenuti più complessi possono essere resi fruibili e belli all’ascolto, emozionanti.
L’arte ci rende possibile immaginare. Un esempio di questo sono le collaborazioni con gli animatori come Michele Bernardi: disegno animato, suono e musica hanno la grande comunione di poter farti esprimere nella completa libertà nella forma, nel tempo e nello spazio.
L’arte ci può anche fare vedere ciò che mai potremmo vedere. Un esempio recente è la bellissima esperienza di sonificazione di dati scientifici provenienti dal grande telescopio in Cile che ho svolto con un team di astronomi, ricercatori e sound artist, Sandro Bardelli, Giorgio Presti e Maurizio Rinaldi. In quest’opera chiamata SoniCosmos, dati reali scientifici relativi a una porzione di universo sono stati tradotti in suono, creando una fotografia acustica e una mappa delle galassie che si muove nello spazio e nel tempo. Opera accolta con entusiasmo nella 23° conferenza Human-Computer Interaction 2021, rinomato contesto i cui atti sono editi da Springer e che presto porteremo in Italia.
Point Of No Return è un'opera di sound art da te creata nel 2019, performata anche con Grace Exhibition Space di New York. Si tratta di un viaggio attraverso suoni concreti che si dispiegano da oggi, punto di non ritorno per il cambiamento climatico, e risalgono all'origine dell'uomo e dell'universo. Un viaggio dal mondo esterno al sé interiore e all'origine della vita stessa realizzato prima ancora che la pandemia ci mostrasse più chiaramente gli effetti delle attività umane sull'ecosistema. In questa tua opera a sfondo ecologista sui cambiamenti climatici parli di "punto di non ritorno", pensi che siamo davvero in questa situazione senza via d'uscita? C'è una chiave di lettura che collega la tua opera a John Cage considerato, da alcuni autorevoli colleghi della sua epoca, un "primitivo"?
Ritengo che i fatti dimostrino che la via che l’uomo ha deciso di intraprendere nei confronti dell’ambiente in cui vive sia al momento decisa. Ciò nonostante credo profondamente nelle capacità di rinascita e di adattamento dell’umanità. La nostra storia è un punto spazio temporale infinitamente piccolo nella trama dell’universo. Questa consapevolezza mi aiuta a restituire a tutto, anche a un’eventuale scomparsa della terra e dell’umanità, una dimensione più accettabile e realistica.
In Point of no return, tratto il cambiamento climatico guidando l’ascoltatore in un viaggio che si dispiega dall’oggi e si muove fino all'origine dell’uomo e dell’universo.
Sfruttando fenomeni dettati dalla psicoacustica i suoni paiono percorrere un percorso narrativo. In realtà tutto è presente sin dal principio. Attraverso un gioco di progressiva sottrazione emerge piano piano ciò è che nascosto dai rumori della quotidianità. Lentamente si rivela quello che John Cage ha udito in una camera anecoica: il suono basso del sistema sanguigno e quello acuto del sistema nervoso. Noi stessi, la natura.
“Il suono supera la dicotomia uomo-natura e invita a osservarci come sfumature della stessa realtà. Noi siamo natura e la natura è uomo. E i suoni tutti giungono tutti insieme a creare un grande mondo di vibrazioni.”
Qual è l'obiettivo della tua attività di ricerca sonora (e/o sociologica) durante le "sound walk" collettive?
Durante le sound walk che svolgo insieme a gruppi di persone che desiderino fare quest’esperienza, porto l’attenzione delle persone verso la percezione. Attraverso esercizi e camminate immersive le accompagno i sound walkers ad ascoltare i suoni intorno a loro. Sono esperienze in ascolto del mondo e di sé passeggiando con lentezza e acquisendo strumenti e abilità che tutti potranno portare per sempre con sé.
Sono professionista in analisi sensoriale e quindi studio il fenomeno della percezione. I sensi sono le nostre porte verso il mondo, i canali attraverso i quali entriamo in contatto con esso, ricavando le informazioni indispensabili per agire poi attraverso adeguate risposte. Lo stimolo che giunge ai nostri organi di senso dal mondo esterno è energia, che poi viene trasdotta dalle cellule sensoriali deputate per raggiungere il nostro cervello. È qui che avviene la percezione. Qui il segnale viene elaborato per dare delle risposte. Qui i segnali acustici acquisiscono un senso e vengono connessi con altre informazioni. Prendere consapevolezza del funzionamento dei propri sensi e del proprio cervello, sperimentarne la potenza e i limiti permette di migliorare la qualità della propria vita; prendersi cura della percezione significa prendersi cura del nostro rapporto con il mondo.
Rivalutare l’ambiente acustico farne esperienza, comprenderne la complessità, prendere consapevolezza del funzionamento dei propri sensi e del proprio cervello, delle nostre emozioni, sperimentarne la potenza e i limiti permette di migliorare la qualità della propria vita e chiedersi: quali sono i suoni che desideriamo conservare, privilegiare, moltiplicare? E quali eliminare?
Bisogna fare esperienza della bellezza per poterla tutelare e moltiplicare.
La trasformazione inizia dal silenzio, dall’ascolto.

Ti ho conosciuta grazie al progetto The Sound Outside e ti ringrazio di aver partecipato e di essere stata così disponibile a dirci la tua sul rapporto tra essere umano e suono. Quali sono le nostre risorse acustiche? Quale esperienza di ascolto del paesaggio sonoro e quale esercizio d'ascolto consigli agli affezionati di ladonnaelettricablog?
Noi siamo suono e il suono è parte di noi. Ci avvolge e ci tocca fino a farci vibrare fisicamente. Il suono è una porta verso il mondo, un modo per conoscerlo e viverlo tanto insito nella natura umana che spesso non ci accorgiamo nemmeno più della sua presenza. È naturale ed è un bene, se ogni attimo dovessimo porre attenzione a ogni singolo stimolo sensoriale, avremmo tutti un gran mal di testa.
Restituire attenzione al paesaggio sonoro e alla qualità del suono, anche il nostro, della nostra voce, del nostro modo di creare il mondo intorno a noi, significa connettersi e conoscere ciò che avviene fuori e dentro di sé.
Un esercizio per stimolare il nostro ascolto è quello di munirsi di carta e penna e scrivere tutto ciò che udiamo verificarsi nel corso di una giornata in casa nostra, distinguendolo tra suoni che giungono da dentro casa e suoni che giungono dall’esterno. Possono essere singoli suoni o eventi complessi, provenire da fonti umane, naturali o tecnologiche e così via. Se poi foste creativi potreste tramutare questo semplice elenco di stimoli in un breve racconto, aggiungendo le note emotive, il nome delle persone o dei fenomeni che hanno dato origine a quei suoni.
Auguro a tutti un buon ascolto e un buon viaggio nel mondo invisibile del suono!
GRAZIE CLAUDIA PER LA CURA E PER L'AMORE CON I QUALI GENERI E RACCOGLI LE VIBRAZIONI DEL NOSTRO MONDO PER RESTITUIRLE COME PATRIMONIO NATURALISTICO E CULTURALE ATTRAVERSO LA TUA ELABORAZIONE ARTISTICA. GRAZIE DI ESSERCI DONNA ELETTRICA, CONTINUERO' A SEGUIRTI E SPERO PRESTO DI PARTECIPARE AD UNA TUA SOUND WALK E CONOSCERTI DI PERSONA.











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