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Scandalo al Sole di Maria

  • ladonnaelettrica
  • 23 feb 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Mara Vittoria Solinas, l'illuminata selvaggia in nome della libertà



Mara Vittoria Solinas, in arte Maria Sole colpisce tutti. Già dal un primo, fortuito ascolto non passerebbe inosservata! Se solo questo potesse capitare!!! Quasi introvabili i suoi dischi e le sue notizie sul web, qualche nota biografica la si apprende da Wikipedia. Navigando, ho letto da qualche parte, che c'è qualcuno che non l'ha mai capita e io credo che il motivo sia legato alla capacità o meno di accogliere la femminilità nella propria esistenza.

Maria Sole è intimamente femminile. Insomma, se non la capisci fino in fondo è perché non hai mai sofferto come una donna. Maria Sole, ricercatrice di un'espressione artistico-musicale molto personale nell'ambito del teatro e della canzone, ha avuto il suo picco di notorietà in Italia tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso. La donnaelettricablog è lieta di condividere con i propri lettori alcuni brani scelti e di presentare questa audace sperimentatrice della parola e delle sue inflessioni non verbali che cavalcano la musicalità attraverso un'intima forma monologhista.

L'album che mi ha colpito, in particolare è All'Amore che pare sia reperibile solo su vinile e si può ascoltare in anteprima sul suo canale YouTube. Uno dei brani più interessanti (a mio parere) è Chi Mi Darà Coraggio in cui la cantautrice elenca, in forma di nenia, una serie di riflessioni esistenziali che si dondolano sull'arpeggio e il fingerpicking acustico di una dolce chitarra. La canzone elenca tutte quelle domande che, a mio parere, possono passare per la testa di una donna nell'arco della sua vita. E pur nella sua dolcezza queste parole mi arrivano amare, come se la cantattrice subisca l'eredità storica, culturale e politica di secoli e secoli di sottomissione della condizione femminile in una società maschilista. Nello stesso tempo Maria Sole esorcizza il peso di questo destino ineluttabile attraverso questa forma criptica di denuncia che sussurra all'anima.



Nel brano La Santità di Nome, anch'esso tratto dall'album All'amore, la voce di Maria Sole si trasforma e indossa un timbro rauco e teatrale che a tratti ricorda quello di Monica Vitti. La chitarra resta sullo sfondo con la sua open tune rimanda ad una commistione tra le sonorità del liuto nel madrigale del '500 e le melodie di un Jerry Gacia solitario per le scene d'amore del film Zabriskie Point. Si ritrova la corrispondenza di questi due elementi anche nel testo, selvaggio e posato al contempo: la forma linguistica di bembiana memoria con aulica gentilezza apre la strada ai contenuti che corrono selvaggi e sfuggenti come i giovani amanti rapiti dalla loro verità nella valle della Morte di Antonioni.



Dalle altezze paradisiache de La Santità di Nome, il brano Bestia fa precipitare l'ascoltatore come angelo caduto verso l'esilio carnale, viscerale e corporeo quasi come punizione per aver tanto osato. Un sintetizzatore filtrato in un arpeggiator ed una sequenza ritmica di maracas creano l'atmosfera ossessiva ideale per ospitare un'altra interpretazione: il timbro della voce di Maria Sole in questo brano ricorda (ante-litteram e meno educato) addirittura quello di una Björk che sussurra, un esempio indicativo si può ascoltare in One day.

In questo brano è tutto un sentire ambiguo, viscerale, intimo, lascio a voi l'interpretazione!


Grazie Maria Sole per la tua musica, la sua poesia, la sua recitazione in nome della libertà.


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